Leggiilbranoquiriportato,quindisvolgigliesercizirichiesti. A volte mi chiedo se il senso di frustrazione, d’impotenza che molti, specie tra i giovani, hanno dinanzi al mondo moderno è dovuto al fatto che esso appare loro così complicato, così difficile da capire che la sola reazione possibile è crederlo il mondo di qualcun altro: un mondo in cui non si può mettere le mani, un mondo che non si può cambiare. Ma non è così: il mondo è di tutti. [...] Per questo è importante, secondo me, riportare ogni problema all’essenziale: se si pongono le domande di fondo, le risposte saranno più facili. Vogliamo eliminare le armi? Bene: non perdiamoci a discutere sul fatto che chiudere fabbriche di fucili, di munizioni, di mine antiuomo o di bombe atomiche creerà dei disoccupati. Prima risolviamo la questione morale. Quella economica l’affronteremo dopo. O vogliamo, prima ancora di provare, arrenderci al fatto che l’economia domina tutto, che ci interessa solo quel che ci è utile? «In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno a esserci», si dice. «Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?» rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obiezione. Allora fermiamoci. Immaginiamoci il nostro momento di ora dalla prospettiva dei nostri pronipoti. Guardiamo all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare poi d’aver perso una buona occasione. L’occasione è di capire una volta per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà superiore a un’altra è solo frutto di ignoranza, che l’armonia, come la bellezza, sta nell’equi- librio degli opposti e che l’idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega. (T. Terzani, Lettere contro la guerra, Longanesi, Milano 2002) a) Riassumi la tesi di fondo sostenuta dall’autore. b) Indica le obiezioni alla sua tesi. c) Riassumi gli argomenti con cui l’autore respinge queste obiezioni. d) Sottolinea la citazione con cui l’autore conferisce autorità alla sua tesi. e) Sintetizza la parte conclusiva del testo.
Question
Leggiilbranoquiriportato,quindisvolgigliesercizirichiesti. A volte mi chiedo se il senso di frustrazione, d’impotenza che molti, specie tra i giovani, hanno dinanzi al mondo moderno è dovuto al fatto che esso appare loro così complicato, così difficile da capire che la sola reazione possibile è crederlo il mondo di qualcun altro: un mondo in cui non si può mettere le mani, un mondo che non si può cambiare. Ma non è così: il mondo è di tutti. [...] Per questo è importante, secondo me, riportare ogni problema all’essenziale: se si pongono le domande di fondo, le risposte saranno più facili. Vogliamo eliminare le armi? Bene: non perdiamoci a discutere sul fatto che chiudere fabbriche di fucili, di munizioni, di mine antiuomo o di bombe atomiche creerà dei disoccupati. Prima risolviamo la questione morale. Quella economica l’affronteremo dopo. O vogliamo, prima ancora di provare, arrenderci al fatto che l’economia domina tutto, che ci interessa solo quel che ci è utile? «In tutta la storia ci sono sempre state delle guerre. Per cui continueranno a esserci», si dice. «Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?» rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obiezione. Allora fermiamoci. Immaginiamoci il nostro momento di ora dalla prospettiva dei nostri pronipoti. Guardiamo all’oggi dal punto di vista del domani per non doverci rammaricare poi d’aver perso una buona occasione. L’occasione è di capire una volta per tutte che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l’etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l’idea di una civiltà superiore a un’altra è solo frutto di ignoranza, che l’armonia, come la bellezza, sta nell’equi- librio degli opposti e che l’idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega. (T. Terzani, Lettere contro la guerra, Longanesi, Milano 2002) a) Riassumi la tesi di fondo sostenuta dall’autore. b) Indica le obiezioni alla sua tesi. c) Riassumi gli argomenti con cui l’autore respinge queste obiezioni. d) Sottolinea la citazione con cui l’autore conferisce autorità alla sua tesi. e) Sintetizza la parte conclusiva del testo.
Solution
a) La tesi di fondo sostenuta dall'autore è che il mondo è di tutti e che è possibile capirlo e cambiarlo. L'autore sostiene che è importante riportare ogni problema all'essenziale e risolvere prima la questione morale, poi quella economica. Sostiene inoltre che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l'etica della coesistenza e che l'idea di una civiltà superiore a un'altra è solo frutto di ignoranza.
b) Le obiezioni alla sua tesi sono che chiudere fabbriche di armi creerà disoccupati e che ci sono sempre state guerre nella storia, quindi continueranno a esserci.
c) L'autore respinge queste obiezioni sostenendo che prima bisogna risolvere la questione morale e poi quella economica. Inoltre, risponde all'obiezione sulle guerre citando Gandhi, che sosteneva che non bisogna ripetere la vecchia storia, ma cercare di cominciare una nuova.
d) La citazione con cui l'autore conferisce autorità alla sua tesi è: «Ma perché ripetere la vecchia storia? Perché non cercare di cominciarne una nuova?» rispose Gandhi a chi gli faceva questa solita, banale obiezione.
e) La parte conclusiva del testo sintetizza l'idea che il mondo è uno, che ogni parte ha il suo senso, che è possibile rimpiazzare la logica della competitività con l'etica della coesistenza, che nessuno ha il monopolio di nulla, che l'idea di una civiltà superiore a un'altra è solo frutto di ignoranza, che l'armonia, come la bellezza, sta nell'equilibrio degli opposti e che l'idea di eliminare uno dei due è semplicemente sacrilega.
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